Cascina Vittoria



CASCINA VITTORIA


Via Roma, 26
27010 Rognano (PV) - Lombardia



Orari
Da martedì a domenica aperto 12.30 - 15.30 e 19.30 - 23.30
Chiuso il lunedì
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Informazioni


Cascina Vittoria Rognano
A pochi chilometri da Milano, a Rognano di Pavia, uno splendido casale del 1870 ospita il Ristorante Cascina Vittoria, un angolo di pace e tranquillità che offre agli Ospiti l’occasione di gustare un’esperienza gastronomica esclusiva e creativa nel cuore della pianura pavese.
Un contesto rustico ed elegante, rispettoso delle sue origini, senza dimenticare i sapori del territorio, dove la tradizione incontra l’innovazione con una cucina gourmet di grande livello.
Lo Chef Giovanni Ricciardella, insieme a tutta la famiglia, ha un obiettivo preciso: quello di proporre dei piatti che lascino un’emozione a chi li degusta, attraverso i profumi, i colori e i sapori, bilanciati con sapienza, utilizzando esclusivamente prodotti di qualità provenienti dal territorio circostante, selezionandoli con passione per creare dei piatti raffinati.
La preparazione di ogni portata avviene in maniera espressa, e la pasta, i lievitati e i dessert vengono prodotti artigianalmente con ingredienti semplici e biologici. Il risultato è un menu armonioso che esprime l’esperienza dello Chef nell’alta cucina senza mai abbandonare i dettami della cucina classica e regionale.

News Events & Topics


Pasta fatta in casa


Nella Cascina viene prodotta in casa pasta secca e fresca; quella secca viene trafilata a bronzo utilizzando antichi grani duri, mentre la pasta fresca viene fatta a mano utilizzando le uova prodotte nel pollaio della cascina.

Carne frollata 30 giorni


La carne è selezionata con cura utilizzando solo femmine, la cui carne è più saporita e dolce e dalla consistenza più morbida. Frollata 30 giorni viene poi cotta sulla brace.

Lievitati e torte artigianali


Tutti i lievitati e le torte sono prodotti artigianalmente utilizzando farina locale macinata a pietra.

Edificio storico


Il locale è ospitato in un’antica cascina dell’800 con arredi e strutture che riportano agli usi e alle tradizioni di un tempo e ad atmosfere calde e coinvolgenti.

Pizza Gourmet


La pizza della Cascina Vittoria viene preparata esclusivamente con ingredienti pregiati, a km zero, e la cottura nel forno al legna.

Forno al legna


Pane, pizze, focacce e lievitati di ogni tipo vengono cotti rigorosamente nel forno a legna.

Barbecue


Tagli speciali di carne e pesce fresco vengono cotti sulla brace del grande barbecue.

Pescato fresco


I prodotti di mare arrivano freschi di giornata.

Servizi


Eventi aziendali


Cascina Vittoria dispone di ampie sale accoglienti per grandi eventi aziendali di sicuro successo.

Eventi privati e cerimonie


Gli spazi e l’ambiente della Cascina offrono riservatezza e accoglienza per ogni tipo di evento privato e cerimonia.

Cena romantica


L’atmosfera romantica d’altri tempi e l’intimità delle sale offrono il contesto ideale per una serata a due.

Parcheggio privato


La struttura accoglie gli Ospiti con un ampio parcheggio privato.

Wi-fi gratuito


La rete wi-fi è gratuita in tutta la struttura.

Locale climatizzato


Gli ambienti della Cascina sono climatizzati per tutte le stagioni.

Cantina selezionata


La cantina di Cascina Vittoria è fornita di importanti etichette nazionali ed internazionali, con un occhio attento alle piccole realtà locali.



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To Visit


Il castello Visconteo di Pavia


Il castello Visconteo di Pavia più che una fortezza fu soprattutto la sede di una corte raffinata. Fu edificato da Galeazzo II Visconti a partire dal 1360 e terminato in soli cinque anni. I Visconti vollero anche realizzare una grandiosa area di caccia, il Parco della Vernavola, che si estendeva originariamente per una decina di chilometri, fino alla Certosa di Pavia; oggi parte del territorio del parco è ancora presente, ma non più collegata al castello.
Nella seconda metà del XIV e nel XV secolo il maniero fu un importante centro di produzione artistica. Dei grandi cicli affrescati con battaglie, scene di caccia e di vita cortese che impreziosivano sale, porticati e logge, rimangono alcune importanti testimonianze, fra queste di particolare bellezza il decoro con imprese viscontee sul cielo stellato della "Sala Azzurra”, ricca di ori e lapislazzuli, e quella del piano superiore della medesima torre, forse sede della rinomata biblioteca viscontea, che custodiva più di mille codici, ordinata da Francesco Petrarca e trasportata nel 1500 in Francia dal re Luigi XII.
Tra il XVI ed il XVII secolo, all'interno del castello fu creata una fonderia per realizzare cannoni in bronzo, riutilizzata poi in età napoleonica ed ingrandita quando il castello divenne l'arsenale d'artiglieria del Regno Italico, funzione che mantenne fino al 1814, quando la fonderia venne definitivamente chiusa.
Il Castello di Pavia è stato acquistato dal Comune, restaurato negli anni '20 e '30 del XX secolo e, a partire dal secondo dopoguerra, è divenuto sede dei Musei Civici e sale per mostre d’arte temporanee.

Certosa di Pavia


La Certosa di Pavia colpisce con la bellezza delle sue architetture e dei suoi affreschi, il popolare complesso architettonico è il simbolo della città sul Ticino, un vero capolavoro. Per completare la sua costruzione ci sono voluti quasi 200 anni.
Il primo progetto della Certosa, a pianta a croce latina, porta la firma di Bernardo da Venezia, lo stesso architetto del Duomo di Milano, così come lo stesso committente, Gian Galeazzo Visconti. La prima pietra venne posata nel 1396, l'ultima quasi due secoli dopo. Il conte non vide mai realizzata la sua opera dato che morì nel 1402 e fu sepolto proprio al suo interno. Sin dalle prime fasi di vita della Certosa il monastero ha ospitato monaci dediti alla preghiera e al lavoro. Dopo Certosini, Cistercensi e Carmelitani, oggi sono ancora i cistercensi a occuparsi della gestione del complesso, delle visite guidate, della vendita di prodotti tipici e di articoli sacri.
La Certosa di Pavia contiene una preziosa concentrazione di dipinti, affreschi e decorazioni magnifiche. Di notevole importanza il polittico del Perugino, le figure alle pareti del Guercino, del Bergognone, di Giovan Battista Carlone e di Macrino d'Alba. Grande valore artistico viene attribuito anche al trittico degli Embriachi, in avorio, firmato da Baldassarre di Simone di Aliotto. Nel presbiterio si possono ammirare inoltre gli affreschi del Crespi e del Cerano, così come nel transetto, dove è collocata la tomba di Gian Galeazzo. Nella Certosa sono conservate anche le tombe di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este.

ll Naviglio Pavese


ll Naviglio Pavese è un canale navigabile che scorre per 33,5 km e unisce Milano a Pavia. Fa parte del sistema dei navigli di Milano e come tutti gli altri navigli univa la funzione irrigua, attiva ancora oggi, a quella di via d'acqua.
Ha origine dalla Darsena di Porta Ticinese e raggiunge il confine della provincia di Milano. Qui entra nel territorio del Pavese volgendo a sud-sud-est e prosegue di nuovo rettilineo sino a Pavia, che attraversa costeggiandone l'antico margine orientale fino a sfociare nel Ticino nella Darsena di viale Venezia.
Fino circa alla metà del XX secolo fu utilizzato per la navigazione mercantile. Il tratto urbano milanese ospita diversi barconi, un tempo utilizzati per il trasporto, ora ancorati e riadattati a dehors di ristoranti e birrerie, frequentati da clienti soprattutto giovani fino ad ora tarda della notte.
Si può percorrere in bicicletta o a piedi, ma è consigliabile rifornirsi di bottiglie d'acqua, in quanto, finito il tratto milanese, data la presenza di lunghissimi campi agricoli e prati, è difficile uscire dal percorso e raggiungere punti di ristoro. Sono rare anche le sedute e le zone all'ombra.
Il naviglio dà l’idea di essere dritto e liscio, in realtà consiste in quasi 57 metri di dislivello, che non si notano affatto per merito dell'eccellente lavoro compiuto dall'uomo. A causa di questi dislivelli i duchi di Milano Visconti e Sforza rinunciarono alla sfida di un canale navigabile, e fu solo sotto Napoleone Bonaparte che il progetto riprese vita per essere portato a termine solo in seguito dagli austriaci, i quali completarono il canale, con i suoi salti e le sue conche, tra il 1817 e 1819.
Non ci sono vere proprie ville lungo il Naviglio Pavese, tanto meno chiese, se non con qualche eccezione. Sono notevoli invece le numerose tecniche di ingegneria idraulica sapientemente ideate nel tempo.

To See & To Do


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